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Vino Biologico

L’offerta di vino biologico dell’enoteca Botrytis di Ferrara

Sono tante le cantine che adottano il regime biologico o sono in fase di conversione.

Molti produttori di vino naturale, che è molto più che biologico, decidono di non avvalersi di questa certificazione né di altre. Spesso fanno parte di associazioni di viticoltori che stilano dei protocolli rigidi di produzione.

Di per sé questa certificazione (vino biologico) non corrisponde a “vino buono”.

Per questo ci sono anche dei pregiudizi su questo tipo di vini: alcuni dicono che hanno un cattivo odore, altri che sembrano vini del contadino, nell’accezione più dispregiativa.

Noi dell’enoteca Botrytis assaggiamo (per dovere e … con estremo piacere) tutti i vini prima di proporli, quindi, se un prodotto viene giudicato positivamente per il suo profumo, sapore e altre mille sfaccettature, il fatto di essere biologico è un plus che si può tenere in considerazione.

L’offerta in enoteca è molto ampia: si va dagli altoatesini Lageder e Radoar agli abruzzesi Emidio Pepe, Terraviva e Torre dei Beati, dai toscani Pacina e Gualandi al romagnolo Paolo Francesconi. Dai francesi Domaine Fouassier e Pierre Morey agli spagnoli Esencia Rural e Bodegas San Prudencio.

Cosa si intende per vino biologico?

L’offerta di vino biodinamico dell’enoteca Botrytis di Ferrara

Sono molte le etichette che abbiamo in enoteca, di produttori che sposano la filosofia della biodinamicità.

In Romagna vi è la Tenuta Santa Lucia, in Puglia troviamo Valentina Passalacqua e L’Archetipo, in Piemonte la Cascina degli Ulivi, in Veneto invece Casa Belfi.

Spostandoci all’estero: in Borgogna troviamo Domaine Ballorin e Pierre Morey, nella Valle della Loira ci sono Domaine Fouassier e Jonathan Didier Pabiot.

Se vuoi essere sicuro/a di scegliere un prodotto di alta qualità ti suggeriamo il vino biodinamico.

Quando un vino è biodinamico?

i solfiti

Secondo gli studi l’anidride solforosa ha effetti tossici e allergenici sull’organismo umano, tanto che l’OMS ha fissato un limite di assunzione giornaliero pari a 0,7 mg/kg di peso corporeo.
A norma di legge è obbligatorio scrivere in etichetta “contiene solfiti” se superano la soglia di 10 mg/l.
Poiché l’anidride solforosa è una sostanza che si sviluppa naturalmente durante la fermentazione alcolica, è pressoché impossibile avere un vino senza solfiti.
Per questo motivo molti produttori scrivono in etichetta “senza solfiti aggiunti”.

L’offerta di vino naturale dell’enoteca Botrytis di Ferrara

Se cerchi una certificazione sul vino naturale non la troverai.

Spesso i produttori non certificano neanche l’agricoltura biologica o biodinamica.

A volte, addirittura, preferiscono fare dei vini che non rientrino all’interno di una DOC o di una DOCG, quindi vengono classificati come “vini da tavola”.

Possono essere vini economici o molto costosi, giovani o invecchiati, dal gusto semplice o molto complessi, a volte complicati da decifrare.

Ad esempio, ci sono alcuni vini bianchi che fanno diversi mesi di macerazione sulle bucce, i cosiddetti “orange wine”, ma anche alcuni che fanno solo pochi giorni; ci sono vini bianchi e rossi che vengono affinati in anfore di terracotta, vini rifermentati in bottiglia molti anni, non dosati e non sboccati…

Per questo motivo l’esperienza di Andrea e l’assaggio dei prodotti ti guideranno verso la “tua” bottiglia.

In enoteca si possono trovare il Prosecco Colfondo di Casa Belfi o il rifermentato di Costadilà, i super spumanti di Movia, gli orange di Radikon, Podversic o La Stoppa, come pure vini di più semplice approccio come quelli di Tenuta Terraviva, Paolo Francesconi, Arianna Occhipinti, Tenute Dettori.

Quando un vino è naturale?
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