Uno degli argomenti più importanti e significativi per capire la viticoltura è lo studio del terreno ed il rapporto tra terreno e vite.

Cosa si cela realmente dietro una bottiglia di vino?

Aldilà delle pratiche agronomiche e di cantina che può praticare un enologo, tutto parte dalla scelta del vitigno da coltivare su un determinato terreno.

La vite è una pianta rampicante che predilige i terreni aridi, non fertili. Si adatta facilmente, ma lo stesso vitigno non dà uve uguali se coltivato in terreni dalle caratteristiche differenti.

Qualche tempo fa abbiamo girato un video in enoteca, con l’amico regista Andrès Belsito, in cui si parla di questo. Lo trovi in fondo alla pagina.

Quello che vediamo in superficie è solo la punta dell’iceberg. Esistono diversi sistemi di allevamento della vite ma, tranne per alcuni casi, si può dire che l’altezza di una pianta dal suolo va da mezzo metro a due metri.

La parte nascosta è quella più importante! La vite ha radici forti, che riescono ad andare in profondità, anche a decine di metri nel sottosuolo! Lo scopo finale è quello di ricercare l’acqua, anche in forma di umidità, che si può trovare appunto a quelle profondità. Facendo così la vite prende tutto il nutrimento dal terreno, soprattutto i sali minerali, che rendono unico il vino prodotto.

E’ molto importante studiare la struttura del suolo ed il sottosuolo, analizzare le componenti chimiche ed il ph. Risulta così molto affascinante guardare la stratificazione di una collina, magari andando in Romagna o nelle Langhe, ammirarne il colore, pensare alle ere geologiche che si sono susseguite. Rocce gialle, blu o rosse, marne o gesso, sabbia o silice, ognuna determina delle caratteristiche nel vino. Influiscono sul colore, sui profumi ed ovviamente sul gusto.

La struttura fisica del terreno determina la tessitura, che consiste nella composizione percentuale di sabbia, limo ed argilla. 

Dalla costituzione chimica si può ipotizzare (in linea di massima) come sarà il prodotto finale.

Ecco alcuni tipi di terreno e le proprie caratteristiche:

TERRENOPROPRIETA'
AlluvionaliTipologia di terreni presenti nelle valli fluviali, piane alluvionali e nelle aree di foce.
Si formano grazie alla deposizione, durante gli episodi di alluvionamento, dei sedimenti trasportati dai corsi d’acqua esondati al di fuori del loro alveo, composti per la maggior parte da limo, sabbia e ghiaia, molto fertili.
ArdesiaRoccia dura, di colore grigio intenso, formatasi dalla compressione di diversi sedimenti. Cattura facilmente e trattiene il calore. È alla base di ottimi vini, in particolare nella zona della Mosella, in Germania.
ArgillaTerreno a grana fine, che trattiene bene l’acqua, è freddo, acido e piuttosto difficile da lavorare. Un terreno troppo argilloso rischia di soffocare le radici delle piante, una percentuale di argilla mescolata ad altri suoli è benefica.
CalcareRoccia sedimentaria costituita essenzialmente di carbonati. Il suo carattere alcalino favorisce generalmente la produzione di uve dal tasso di acidità piuttosto alto.
GessoRoccia alcalina tenera, fresca e porosa, da cui nascono uve dall’elevato contenuto in acidi.
La sua grande porosità lo rende un vero e proprio serbatoio d’acqua, che assicura alla pianta un apporto idrico sufficiente persino nelle estati più siccitose.
GraveTerreno granuloso di natura silicea che assicura un ottimo drenaggio. Acido e poco fertile, le viti che vi sono impiantate spingono in profondità le radici in cerca di elementi nutritivi: il sottosuolo determina dunque i caratteri delle uve.
MarnaArgilla calcarea e fredda che ritarda la maturazione dell’uva e ne aumenta l’acidità.
È presente in molte zone viticole di grande pregio.
SabbiaPiccole particelle di rocce e di minerali disgregati dal tempo, che trattengono poco l’acqua ma che costituiscono un terreno caldo e aerato, con buon drenaggio. I terreni sabbiosi sono facili da lavorare e adatti ai vitigni precoci.
ScistoRoccia cristallina a grana grossa, che ben trattiene il calore. Ricca di potassio e di magnesio, è povera di azoto e sostanze organiche.
SiliceRoccia che trattiene e riflette ottimamente il calore, ma non l’acqua. Una importante componente silicea è presente in buona parte dei terreni del Bordolese. Questo tipo di terreno è spesso associato al caratteristico profumo di pietra focaia presente in certi vini.
VulcaniciTerreni con una doppia origine: la lava e gli elementi proiettati nell’atmosfera in seguito a una eruzione. Il 90% delle rocce vulcaniche, a base di lava, sono basaltiche (il basalto è ricco di calcare e di soda, povero di potassio), il resto è formato da andesite, retinite, riolite e trachite.

FONTE SLOWFOOD

Bisogna ammettere che i francesi sono stati molto più bravi di noi nel capire e mettere in pratica queste nozioni. Già nel 1700 hanno cominciato ad effettuare studi sui terreni e, nella metà del 1800, quasi tutto il territorio francese con denominazioni di origine era suddiviso in Cru.

Il concetto di Cru è semplice. Per poter differenziare a livello qualitativo la produzione di vino dei vari paesi, villaggi o vigne, è stata ideata la scala dei cru.  E’ un sistema di valutazione con una scala percentuale, che assegna al miglior prodotto il massimo punteggio, cioè il 100%, e da lì classifica gli altri facendo il paragone. In questo modo è possibile dare un prezzo alle uve provenienti dalle varie zone, anche in base all’annata.

Questo concetto pian piano si sta diffondendo anche in Italia, dove le suddivisioni dei terreni sono state fatte e si continuano a fare, ma si fa ancora fatica a pagare di più per un vino proveniente da una singola vigna. Ancora più difficile è accettare la valutazione economica di una bottiglia a seconda dell’annata.

Poiché la menzione della vigna o del cru in genere è possibile solo all’interno di una denominazione di origine (DOC o DOCG), non si può non considerare quei vini che, spesso per scelta del produttore, non si fregiano del contrassegno di stato (fascetta numerica).

E’ importante conoscere i produttori ed il lavoro che svolgono in vigna ed in cantina per poter apprezzare al meglio i loro prodotti. I vignaioli riconoscono quali sono le loro vigne migliori e spesso imbottigliano i vini con etichette diverse anche in base all’età dei vigneti (vigne oltre i 50 anni producono meno uva, ma il succo è molto concentrato).

Per i vini naturali (https://www.botrytisenoteca.it/quando-un-vino-e-naturale/) o , più in generale, per i vini di produttori che non applicano pratiche invasive in cantina, si può riscontrare maggiormente questo magico rapporto tra terreno e vite. Capita spesso di percepire nel bicchiere sentori particolari, che sono proprio gli stessi avvertiti nella parte sotterranea di una cantina oppure odorando la terra e le rocce. E’ veramente un’emozione trovare la corrispondenza tra vino e territorio di provenienza perché si scopre la vera essenza del vino.

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